Allestitori unici del Festivaletteratura di Mantova 2026: trent'anni di letteratura, un allestimento all'altezza

Dal 9 al 13 settembre 2026, Mantova ha ospitato la trentesima edizione del Festivaletteratura: cinque giorni, oltre 330 appuntamenti, circa 340 autori e ospiti provenienti da tutto il mondo, migliaia di spettatori che ogni anno trasformano la città gonzaghesca in una delle capitali europee della letteratura. Anche quest'anno Franzini è stata l'allestitrice unica della manifestazione, fornendo le strutture che hanno reso possibile questo spettacolo: tensostrutture nelle piazze principali della città, sedie per le platee degli eventi, palchi, pedane e gazebo pagoda dislocati in tutta l'area festival. Una collaborazione che si rinnova e che, nell'anno del trentennale, assume un significato particolare.

La trentesima edizione del Festivaletteratura si è tenuta a Mantova da mercoledì 9 a domenica 13 settembre 2026, con oltre 330 appuntamenti e la partecipazione di circa 340 autori e ospiti da tutto il mondo. Un'edizione speciale per un traguardo speciale: trent'anni di festival sono trent'anni di incontri tra scrittori e lettori, trent'anni di idee messe in circolazione tra i vicoli e le piazze di una delle città più belle d'Italia.

 

Tra gli ospiti del trentennale, Niccolò Ammaniti, Nathacha Appanah, Alessandro Barbero, Tim Berners-Lee, Emmanuel Carrère, Geoff Dyer, Mathias Énard, Giovanni Lindo Ferretti, Amitav Ghosh, Gisèle Pelicot, Daniel Pennac, Bianca Pitzorno, David Szalay, Ece Temelkuran, Irvine Welsh e Lea Ypi — una geografia letteraria senza confini che ha reso questa edizione ancora più ricca e internazionale delle precedenti.

Festivaletteratura 2026

Il nostro contributo: l'allestimento unico di una città che diventa festival

Essere allestitori unici del Festivaletteratura significa qualcosa di preciso: non fornire una struttura o un servizio specifico, ma farsi carico dell'intera infrastruttura logistica che rende possibile la manifestazione. Ogni tensostruttura in piazza, ogni sedia di ogni platea, ogni palco, ogni pedana, ogni gazebo dislocato nell'area festival porta il segno di una pianificazione che inizia mesi prima e si traduce in un allestimento che deve essere pronto il primo giorno e funzionare perfettamente fino all'ultimo.

Per la 30ª edizione abbiamo fornito cinque tipologie di strutture e attrezzature, ciascuna con una funzione specifica nel sistema complessivo dell'evento.

Le tensostrutture: le sale all'aperto nelle piazze di Mantova

Il Festivaletteratura non ha una sede: ha una città. Gli incontri si svolgono nelle piazze principali del centro storico — Piazza Sordello, Piazza Leon Battista Alberti, Piazza delle Erbe — spazi di straordinaria bellezza architettonica che per cinque giorni si trasformano in arene letterarie a cielo aperto. Le tensostrutture Franzini sono le strutture che rendono possibile questo utilizzo, garantendo copertura e protezione dagli agenti atmosferici senza sottrarre nulla alla relazione tra gli spazi e il loro contesto.

In un festival letterario, la tensostruttura ha anche una funzione acustica e ambientale: crea uno spazio definito, con una propria identità sonora, che separa l'evento dal rumore circostante e permette al relatore di essere ascoltato senza amplificazione eccessiva. Un dettaglio che chi ha partecipato a una conferenza all'aperto conosce bene: la qualità dello spazio coperto determina in larga misura la qualità dell'esperienza di ascolto.

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Le sedie: le platee dove la letteratura incontra il pubblico

Ogni incontro del Festivaletteratura ha la sua platea: centinaia di persone che seguono Emmanuel Carrère raccontare la sua scrittura, che ascoltano Alessandro Barbero ricostruire un episodio della storia, che si lasciano condurre da Daniel Pennac attraverso le pagine dei suoi personaggi. Ogni persona ha bisogno di un posto a sedere, e la qualità di quel posto influenza la qualità dell'esperienza.

Le sedie Franzini — con una flotta da oltre 12.000 pezzi — hanno allestito le platee sotto le tensostrutture e negli spazi aperti del festival, coprendo eventi di dimensioni molto diverse: dalle sessioni più raccolte con poche decine di spettatori alle grandi platee da centinaia di posti delle piazze principali. In un festival distribuito su più location con eventi in parallelo, la capacità di fornire sedie in quantità e configurazioni diverse per spazi diversi nello stesso arco di tempo è un requisito logistico che richiede flotte ampie e pianificazione precisa.

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I palchi e le pedane: il punto focale di ogni evento

In un festival dove l'incontro tra autore e pubblico è il cuore di ogni evento, il palco non è un accessorio: è la struttura che definisce la relazione tra chi parla e chi ascolta, che stabilisce la visibilità e la presenza scenica del relatore, che organizza lo spazio della comunicazione. I palchi Franzini hanno ospitato nel corso dei cinque giorni del festival format molto diversi tra loro: lectio magistrali frontali, dialoghi a due, reading con microfono, tavole rotonde con più ospiti.

Le pedane hanno integrato e completato l'allestimento dei palchi in configurazioni più compatte, garantendo un rialzo uniforme e sicuro anche nelle location più piccole del festival, dove lo spazio non permette strutture di grandi dimensioni ma la visibilità del relatore rimane una necessità irrinunciabile.

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I gazebo pagoda: presidi e spazi di servizio distribuiti in città

Un festival che si svolge in un centro storico e richiama migliaia di visitatori ogni giorno ha bisogno di una rete capillare di punti di servizio: info point per i visitatori, spazi per gli sponsor, aree distribuzione cibo e bevande, postazioni accoglienza. I gazebo pagoda Franzini — dislocati in tutta l'area festival — hanno risposto a questa esigenza moltiplicando i presidi lungo i percorsi del pubblico.

Spazi dedicati alle aziende sponsor con le proprie attività di brand activation, e punti di distribuzione di cibo e bevande per il pubblico che si muoveva tra un evento e l'altro nel corso della giornata. Una distribuzione capillare che ha trasformato i gazebo in altrettanti nodi della rete di servizi del festival, rendendoli parte integrante dell'esperienza complessiva della manifestazione.

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Essere allestitori unici di un festival di questa portata

Il Festivaletteratura è, per scala e complessità, uno degli allestimenti più impegnativi nel calendario di Franzini. Non si tratta di allestire un singolo spazio o una singola funzione ma di costruire l'infrastruttura logistica di un festival distribuito su un'intera città, con decine di location diverse, centinaia di eventi in cinque giorni e migliaia di spettatori in movimento.

La responsabilità dell'allestitore unico è totale: ogni struttura che non funziona, ogni sedia che manca, ogni palco non pronto in tempo ha un impatto diretto sul programma e sull'esperienza del pubblico. Non c'è margine per l'improvvisazione, e non c'è spazio per il compromesso. È questa la ragione per cui la collaborazione con il Festivaletteratura è, per noi, il banco di prova più significativo dell'anno: e il fatto che si rinnovi edizione dopo edizione è la conferma che il lavoro che facciamo è all'altezza di uno dei festival culturali più importanti d'Italia.

Nella 30ª edizione, con un programma che ha superato ogni record per numero di ospiti e di eventi, quella responsabilità era ancora più grande. E ancora una volta siamo stati pronti ad assumerla.

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